Quando gli amici dell’ Associazione il Palio di Siena mi hanno invitato a parlare al convegno per il loro trentennale, parlando con il loro responasabile, ci venne in mente di giocare con il tema storico sia dell’ associazione che della comunicazione in protezione civile.  E ne è nata questa timeline sull’ evoluzione della rete  sviluppata in parallelo ai maggiori disastri italiani.

E allora si scopre che la rete, o un embrione di essa nasce nel 1969, tre anni dopo l’ alluvione di Firenze del ’66 e che Lee crea il world wide web un anno prima dell’ alluvione in  Piemonte del 1990. Le notizie venivano apprese da televisione e radio e riportate nella piazza reale attraverso le reti sociali familiari o di paese.

Dal 1990 in poi la crescita del WEB ha un andamento più che esponenziale, ma bisogna aspettare il 2004 con la nascita di Facebook perchè le reti sociali si trasferiscano in una piazza virtuale.   E il 2007-08 con l’ uscita sul mercato del primo smartphone Apple e Android perchè si iniziasse a vivere perennemente connessi. E la potenza di questo sistema si vide subito nel 2009 – Terremoto de L’ Aquila. Il primo vissuto e condiviso sui social.

517_earthquakeAnche se esistono già esperienze precedenti . Il 17 Gennaio 1994 in California si verificò alle 4:31 ora locale (Pacific standard time)  un evento sismico con epicentro nei pressi di Northridge, cittadina della periferia nordovest di Los Angeles.

Sebbene il sisma abbia avuto una magnitudo di 6,7 Richter, in tale evento si registrò un valore della massima accelerazione del terreno (Peak Ground Acceleration) molto elevato, mai registrato prima nelle zone abitate dell’America Settentrionale. Il terremoto fece registrare 57 vittime e oltre 10000 feriti, con ingenti danni alle infrastrutture e alle abitazioni civili in tutta la contea di Los Angeles e nelle valli circostanti.

Esiste una trascrizione di un canale IRC ( le chat dell’ epoca) aperto pochi minuti dopo il sisma  in cui, tramite il l’identificativo  del canale e di ciò che si sta parlando, #eartquake la popolazione riceveva e diffondeva notizie. E già allora, come oggi, si rese necessario separare il canale informativo da quello Talk/chat attraverso tag opportuni #quakechat o #quaketalk.

Oggi si sente chiedere spesso se sia opportuno usare i social media durante un emergenza. Personalmente ritengo che la domanda piu corretta sia “come” non “se” . E il futuro.. sarà magari un evoluzione di qualcosa che già abbbiamo..

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: